Oggi ripensavo alla scelta che ho fatto, la scelta di studiare fuori, e non si tratta dell’università. Questa è stata una scelta che ho preso dopo averci pensato davvero una vita, e non è solo un modo di dire.
Studiare musica, ma studiare musica seriamente, per farne il mio lavoro.
Sin da piccina, a 12 anni, iniziai a studiare chitarra classica prima ed elettrica dopo, più tardì aggiunsi allo studio della chitarra quello del pianoforte. Studiavo musica classica.
Ricordo che a 14 anni feci il mio primo concerto in veste di chitarrista eheheh. All’epoca ero una super patitissima dei Guns N’ Roses, ed in particolar modo di Slash che adoravo come un dio. Oh si lo so che tecnicamente non è niente di che, ma, vogliamo parlare di feeling? Cmq, avevo messo su una cover band dei Guns e facemmo questo concerto che andò benissimo. Da allora penso di aver sempre saputo che il mio posto era su un palco, non importava a suonare quale strumento, quello l’avrei capito solo dopo. Continuai per anni a suonare, cambiando diversi gruppi prima come chitarrista, e poi come tastierista. Le ultime esibizioni da tastierista risalgono a tipo 7 anni fa, ero entrata in un gruppo affiatatissimo ed eravamo arrivati a fare concerti tutti nostri, con persone paganti, oh, era bellissimo. Ma per vari motivi il gruppo si sciolse. Rimanemmo io e il chitarrista (il mio attuale ragazzo) e, in verità io avevo sempre avuto un sogno nel cassetto, ma l’avevo chiuso a chiave, e cioè quello di cantare ehheehhe. Un giorno il mio insegnante di chitarra mi disse: Tu dovresti fare la cantante, hai un sacco di carisma. Ehhehe lì per lì non ci feci caso (questo può essere accaduto tipo 10 anni fa) però oggi ci ripenso e credo che avesse ragione.
Credo che io mio strumento ideale sia la voce per diversi motivi, uno su tutti è che ho confrontato il mio stato d’animo prima di salire su un palco come chitarrista, come tastierista e come vocalist.
Bhè se devo salire su un palco per cantare non mi tremano le gambe, nè ho paura, quello che sento è un’irresistibile voglia di salirci sul palco ed iniziare a cantare, come vada vada.
Per gli altri strumenti invece; ricordo che mi sudavano le mani, ricordo ancora le mie mani tremanti sulla mia tastiera, oh, la paura di sbagliare…
Quando devo cantare invece questo non accade, ma non perchè mi sento brava come si potrebbe pensare, al contrario, mi sento una pippa tremenda, ma semplicemente perchè per me, cantare è una necessità, è un modo per esprimere il mio vero io, quello che non riesco a fare nella vita di tutti i giorni.
Sul palco vi capiterà di vedere tutt’altra persona, un’altra Lisa, la vera Lisa.
E dunque dopo lo scioglimento del gruppo in cui suonavo come tastierista io e il mio ragazzo decidemmo di mettere su un gruppo nuovo, e visto che a me piaceva cantare avrei potuto mettermi io alla voce.
Intanto finivo le scuole superiori (eh si, lo so, ho perso tre anni a scuola, oh a me piaceva studiare, e anche molto, il problema è che a scuola non ci andavo praticamente mai, e indovinate perchè? ehhehehe bhè perchè andavo a suonare con gli amici – Oh bhè il primo anno che mi hanno bocciata in realtà l’hanno fatto perchè ho combinato un po’ di casini, tra cui mandare a quel paese i professori, picchiarmi con i compagni – il volo di sedie e libri di italiano in classe era ormai routine – e soprattutto perchè in gita scolastica a roma mi persi col mio ragazzo che era appunto di roma, ed essendo una ribelle all’epoca, non me ne fregai assolutamente nulla che la mia classe mi stesse cercano e cose del genere, andai in giro per negozi di dischi con lui e tornai a notte fonda in albergo hiihihhihi, immaginate un po’ la faccia dei professori al mio ritorno hahahahaha). E questo, insieme ad altre cose, mi fece avere un bel 7 in condotta. Bocciata!!!! Alèèèè!!!!!
Fatto sta che appena messo su questo gruppo iniziai a prendere lezioni di canto, finii la scuola (con calma ehehhe) e poi iniziai a pensare alla mia vita.
Ci vollero due anni per prendere questa decisione, lo so che può sembrare una cazzata, ma decidere di fare il musicista di professione è una scelta che va ponderata bene, noi musicisti non abbiamo nessuna certezza, il nostro lavoro ce lo dobbiamo costruire, non esci dalla scuola e ti prendono a lavorare. E questo devi saperlo, soprattutto se non sei ricchissimo (come ce ne sono tanti nella mia scuola) e decidono di studiare musica così, tanto per, e magari un giorno cambiare idea.
E’ altrettanto vero che se sai come sfruttare la tua cultura musicale puoi fare molti soldi, tanto quanto è vero che venire pagati per due ore di musica (e quindi, tra alti e bassi, per due ore di piacere) non è da tutti.
E si perchè se vuoi fare il musicista suonare è sempre un piacere, non è mai un peso, una fatica, e soprattutto ad un musicista piace suonare qualsiasi cosa, qualsiasi genere. Per lo meno è quello che credo, perchè, nonostante, credo si sia notato, io sono una metallara che più metallare non ce ne sono, traggo piacere nel cantare qualsiasi cosa, dal jazz al metal, alla musica leggera, a quella partenopea nonchè quella lirica.
Del resto penso che un musicista che si pone limiti nell’ascolto quanto nell’esecuzione non è un vero musicista e non potrà mai farlo per mestiere (apparte le botte di culo e bla bla bla).
Ma spesso quando mi chiedono cosa studio, ed io rispondo che studio canto, la gente pensa subito che lo scopo di chi studia canto sia diventare famosi… Ehhhhhh e poi dicono che la televisione non fa male, questa è tutta opera di amici di maria de filippi che inculca alla gente un pensiero sbagliato dell’arte (non solo del canto, ma anche della recitazione, del ballo).
No ragazzi, non si impara in pochi mesi, credetemi, ci voglino decine e decine di anni, tutti i miei insegnanti che sono davvero decine di anni che studiano, ancora continuano a studiare.
Cmq dicevo, si pensa subito che lo scopo sia quello di diventre famosi. SBAGLIATO!!!!! Lo scopo, o per lo meno, il mio scopo, è quello di LAVORARE con ciò che più amo, e cioè la musica, anche se nell’anonimato, basta che la mattina la cosa che devo fare è cantare, o suonare, o leggere spartiti.
La fama? Bhè si, sarei ipocrita a dire che non mi interessa, ma mi interessa per il mio gruppo, il mio gruppo heavy metal, e lì è tutto un altro discorso. Suono heavy metal anche solo per il piacere di farlo, non mi importa se faccio una serata e non mi pagano, perchè è la cosa che mi emoziona di più.
Insomma ho passato due anni a pensare se fare o no questa scelta, e mi sono detta, ok, Lisa se tu facessi l’università rischieresti di rimanerci più del necessario e per fare cosa? Per avere un lavoro, un lavoro come un altro.
La verità è che io mi annoio subito di tutto, non posso fare una cosa per troppo tempo, perchè poi quella cosa mi annoia. E qualsiasi lavoro è così, è routine. Ho tanti hobby, mi interesso di grafica, di siti internet, ma se devo pensare a stare tutto il giorno a progettare siti, hey, non ci sto proprio.
Ecco il lavoro del musicista è anche questo, è correre di qui e di lì, spostarsi da una città ad un’altra per una serata, e, soprattutto i primi tempi, magari per serate pagate pochissimo, però ti devi fare la gavetta, allora prendi e parti, arrivi uccisa un’ora prima di iniziare, canti quel che devi cantare, di danno una miseria, e riprti per tornare a casa. Il lavoro del musicista difficilmente è monotono.
Anche la scuola in se, è un continuo alternarsi di belle situazioni, ci sono le ore di teoria ed armonia, in cui devi imparare teoricamente la musica nei suoi più piccoli particolari, poi devi correre perchè hai le ore di coro gospel, torni a casa e devi provarti i pezzi. E, se non hai capito qualcosa di armonia allora ti piazzi davanti al pianoforte e applichi finchè non le capisci, e quindi passi la giornata a suonare, e capita di ritrovarsi alle 10 di sera ancora a scuola a suonare con qualche laboratorio o perchè magari tra di noi organizziamo gruppi in base ai generi che ci piacciono e visto che si possono fittare aule gratuitamente si corre a scuola a suonare. E quando studi con i compagni? ehheeh Che ve lo dico a fare, finisce sempre che si suona per ore, e intanto impari, ma intanto ti diverti. E hai sempre una serata di musica dal vivo da andare a vedere.
Insomma il lavoro del musicista non è mai monotono, il che per me può essere un pregio, però molti non ce la fanno.
E poi devi sapere che non avrai una dimora, il musicista non ha dimora se vuole campare di musica, devi saperlo questo.
Cmq in quei due anni ho potuto pensare bene a tutto ciò, ho pensato a cosa avrei concluso all’università e cosa in una scuola di musica, perchè se penso a cosa potrei fare mi vengono in mente mille cose, un musicista ha tante strade, e le può seguire tutte contemporaneamente, può fare il turnista, e questo non esclude che possa insegnare (oh certo, non nelle scuole medie, ma nessun musicista che sceglie una scuola come la mia intende insegnare nelle scuole medie), ciò non esclude che apparte il turnista può fare serate proprie, creare più situazioni musicali e ci sarebbero tante altre cose.
Così ho preso questa decisione, ed è la cosa in cui più credo. Ho fatto le valige e sono partita, un sacco di sacrifici, i soldi che non ti bastano mai, perchè hai da pagare le bollette, l’affitto, le rate della scuola, e se vuoi vederti un master purtroppo sei costretta a pagare, e anche quello contribuisce a farti crescere musicalmente.
Tanti, tanti sacrifici, stare lontano dalle persone che più amo, e a volte, senti quella solitudine, quello schifo di solitudine, perchè non ti senti circondata da persone che ti vogliono veramente bene, e ti senti così maledettamente solo.
Ma questo è il prezzo da pagare ragazzi…
E il prezzo da pagare è anche quando i parenti e i vari conoscenti (e non intendo i miei genitori e i miei nonni, perchè loro mi appoggiano completamente in questa mia cosa, i miei nonni prima non la capivano più che altro, ma i miei genitori gli hanno spiegato come stanno le cose, e i miei nonni ora sono pure contenti di questa scelta) ogni volta che ti vedono ti sputano in faccia frasi come:
—- Insomma che stai facendo? Che si fa nella tua scuola, si studia?
—- Ma a che ti serve?
—- Perchè non ti trovi un lavoro SERIO?
—- Perchè non vai all’università invece di perder tempo a cantare?
—- Eh no, perchè sai, mio figlio sta studiando all’università…
—- Eh no, perchè sai, mio figlio studia d’avvocato (avesse detto da ingeniere)
—- Eh INVECE MIA FIGLIA studia lettere
Ok non mi frega un cazzo!!! Ognuno fa le sue scelte no?
Ora è tutto quello che ho per crearmi la mia strada, la mia vita.
Lisa