Ciao mondo!!

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Lilly, la mia piccola e tenera stella.

E’ un dolore profondo quello che sento, perchè mi manca, perchè i SUOI luoghi non sono gli stessi senza di lei, perchè non credo di aver fatto abbastanza per lei, avrei potuto fare di più, ma come al solito sono stata troppo egoista e ho pensato solo a me stessa.
Il 28 Agosto 2006 è stata l’ultima volta che ho visto la mia piccola Lilly. Lilly è una gatta, ma io non la reputo tale, è di un’intelligenza superiore a qualsiasi gatto o cane, a qualsiasi animale, per me era la mia bambina. Ero piccola quando la presi con me, e con lei passavo tutte le mie giornate, può sembrare eccessivo, ma sono figlia unica, e questo è davvero molto importante per me. I giochi insieme, la sera stava nel mio letto finchè non mi addormentavo e la mattina veniva dolcemente a mettersi sotto le lenzuola per poi svegliarmi dolcemente. Quando stavo male lei lo percepiva e cercava di darmi il suo calore.
E’ difficile per me scrivere questo post, ieri è stata la giornata in cui l’ho cercata invano, oggi mi sono data a tutte le mie faccende per non pensare, le lacrime scorrono, ma è doveroso per me scrivere due parole per lei.
Le lacrime scorrono ma terrò duro.
Ho appena sognato che mi affacciavo al balcone di casa e lei era lì, più magra del solito, ma era lì. Oh lo so che non accadrà purtroppo.
 
Mi dicono che è andata via per morire, non so se sia vero, so che gli animali lo fanno.
Io ho un giardino pensile, dal quale però i gatti possono scendere e salire tramite delle viti che salgono da sotto. Lei negli anni passati non si avventurava mai, ma aveva questa voglia di libertà, e ogni volta che aprivo la porta cercava di scendere, consapevole del fatto che era pericoloso, ma sapendo che l’avrei vista farlo ci provava, probabilmente pensando che comunque non l’avrei lasciata là fuori da sola.
Per anni tutti gli altri gatti hanno continuato a scendere e a perdersi, ma lei non li seguiva mai. Da un anno a questa parte invece ha iniziato a farlo pure lei.
 
Non so se fosse la consapevolezza che stesse invecchiando e quindi il volersi togliere tutte le sue curiosità sul mondo esterno, so solo che quest’anno passava le notti fuori. I primi tempi andavo a cercarla, a volte riuscendo a riportarla a casa, altre lasciavo che si godesse la notte. Forse sapevo anche io quello che stava accadendo fuori e dentro di lei. L’inevitabile passare del tempo, così corto per lei.
Lo so, 12 anni non sono pochi per un gatto, lo so, ed è per questo che in fondo cerco di farmene una ragione.
 
Credo stesse soffrendo, durante l’ultimo mese non aveva più un filo di voce, e sono ormai due anni che non riusciva più a mangiare cose che non fossero morbide, è dimagrita tantissimo, ma la cosa che mi ha fatto pensare che stesse finendo è il fatto che quest’anno non ha avuto micini. Ho visto tanti gatti la cui vita è finita nel momento in cui non sono più in grado di fare micini. Quest’anno Lilly non ha avuto micini.
 
La notte di lunedì ho sentito un suo miagolio, sembrava una richiesta d’aiuto, ma ora credo fosse un saluto. Mi affacciai alla finestra e chiamai il suo nome, ma lei non rispose.
Ecco dove vedo quanto sono egoista, chiamai il suo nome a voce troppo bassa, era notte fonda, e lei probabilmente neanche mi sentì. Ma la cosa peggiore è che io sapevo che se ne stava andando e sono tornata a letto senza FARE NULLA!!!!
Quel giorno era accucciolata sul balcone, aveva perso il collare, oh Lilly non è mai stata senza collare, ma era troppo magra e l’aveva perso, e mi guardava senza miagolare, col suo sguardo intenso, negli occhi, come fa lei, come quando vuole dirti qualcosa o sa che stai parlando di lei, dovete credermi lei era così. E nelle ciotoline sul balcone c’era il cibo per tutti i gatti, devo dire la verità l’ho sempre viziata, e ho sempre avuto un occhio di riguardo nei suoi confronti, comunque in genere si appoggiava alla porta del balcone per chiedermi di entrare o di avere qualcosa di speciale, e in realtà aveva anche molti problemi a mangiare i croccantini per via dei denti. Ma quel giorno no, stava lì seduta e mi guardava, ed io le ho detto che più tardi le avrei dato la carne tagliuzzata finemete, io FACCIO SCHIFO, la carne non gliel’ho più data, ho sono tornata alle mie stupide faccende e l’ho dimenticato!!!! E so che non mi crederete ma io sapevo quello che stava succedendo, e quasi per scaramanzia non ho voluto farlo subito, fatto sta che sono un egoista di merda.
Ma a che cazzo serve stare qui a scrivere e piangere, sono così stupida, faccio le cose e poi mi sento in colpa, piango sul latte versato volendo riavere qualcosa che non avrò più e non averne goduto quando ce l’avevo con me presa troppo dai miei stupidi impegni.
Oh Lilly potrai mai perdonarmi?
 
Lo so cosa state pensando, è uscita, potrebbe tornare. No, gli altri due gatti sono tornati la sera stessa e ormai sono due giorni che non torna, non tornerà più purtroppo. Lo so.
 
Io spero solo che non abbia agonizzato da sola in qualche luogo desolato, che non abbia incontrato dei cani, o un auto, io non voglio che la mia bambina soffra o abbia sofferto. Se ora è in cielo lei starà meglio, incontrerà Lòrien, la cagnolina che avevo un anno fa e che era cresciuta con lei, incontrerà la sua mamma.
Voglio che sappia che l’ho amata come una piccola sorellina e come una figlia, che lei rimarrà sempre la creatura più speciale di tutte, e che l’amerò sempre, che anche quando sono stata fuori casa è stata sempre nei miei pensieri.
 
Non so cosa farei se la vedessi tornare a casa, ma so che non accadrà, e spero che le coccole che vorrei farle io e che lei adorava anche se non lo faceva mai vedere, lassù possa fargliele qualcuno. Lei era così IMPONENTE, era come una regina, sapeva sempre ciò che era giusto fare e ciò che non lo era, ed era una gatta che amava, che adottava i micini degli altri amandoli come fossero i suoi, quando c’era un maschio in giardino non era mai lui a comandare, era così rispettata da tutti i gatti nostri e del vicinato.
 
E poi era come me, noi ci amavamo e sapevamo di essere identiche con la differenza che lei era molto più altruista di me, e non aveva tutti i miei difetti.
Lo so, vi sembra che esageri, ma vi giuro che non è così, se aveste avuto modo di conoscerla avreste visto che quello che dico è la verità.
 
Ho passato 12 anni della mia vita con questa dolce creatura, e man mano che passava il tempo sapevo che prima o poi avrei dovuto staccarmi da lei, in questi anni mi ha dato quello che non avevo da una sorella o un fratello, il suo amore incondizionato (e i gatti non danno mai amore incondizionato, ho tanti gatti ed è da quando ero piccolissima che ho gatti), mi ha fatto compagnia nei momenti tristi e difficili, mi ha fatto compagnia nelle notti solitarie in cui avevo paura, e quando stavo male lei che non voleva mai stare troppo in braccio veniva a mettersi in braccio e si faceva coccolare, sapendoo che era una cosa che amavo.
Oh sarebbero tante le cose da dire sul suo modo di porsi a me, ma ora, scusatemi, non ce la faccio proprio, forse ho solo bisogno di piangere un po’ nel suo ricordo. So solo che ERA DAVVERO SPECIALE e mai nessun’altra gatta potrà prendere il suo posto, perchè lei dei gatti aveva solo il corpo.
TI AMO MIA PICCOLA LILLY, NON TI DIMENTICHERO’ MAI.
 
Lisa
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Quanta falsità…

E’ incredibile come ogni giorno la gente diventi sempre più falsa. Tutti lì a predicare giusti comportamenti e nessuno che davvero lo fa.
E’ inutile: ognuno fa le cose in base alla sua schifosa convenienza, senza pensare alle conseguenze…
 
In questo momento mi piaci, ti sto vicino, perchè mi va e traggo piacere da questo.
Il giorno dopo: non mi piaci più, ho altro per la testa, levati dai coglioni.
 
Questo dovrebbe essere un esempio lampante di come funziona.
E le conseguenze? Certo che importa!!! Basta soddisfare i propri schifosissimi piaceri temporanei, magari per solitudine, o per noia, poi tutto il resto non importa.
 
Quant’è triste tutto questo?
 
E poi, ogni giorno ho sempre più conferme del fatto che maggiore è ciò che dai e minore è ciò che ricevi.
Peccato, potremmo vivere molto meglio se solo sapessimo APRIRE GLI OCCHI e vedere ciò che gli altri ci danno, perchè se lo facessimo saremmo in grado di ricambiare. Invece prendiamo, prendiamo finchè possiamo, e quando c’è da dare un po’ agli altri: OPS SCUSA HO DA FARE. Ci tiriamo indietro.
 
Quanto mi fa schifo tutto questo, quanto odio sto provando.
E ma d’ora in poi BASTA dare, mi sono rotta quello che non ho.
Darò tutta me stessa solo ai miei genitori (gli unici in grado di amarmi davvero) e alla musica.
 
Lisa
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Si capiscono tante cose

E rieccomi qua a riempire le pagine del mio blog. Sono appena tornata dalla mia vacanza in emilia romagna (cioè sono tornata un paio d’ore fa). Dopo una luuuunga notte sulle autostrade italiane (circa 700 km), a viaggiare, fermarsi, riposare un po’, e ricontinuare a viaggiare. Ebbene durante il viaggio ho realizzato che in questi giorni lontana dalla mia vita abituale, o meglio dalle mie due vite abituali (una a roma e una qui a casa) ho capito tantissime cose.
Sdraiata su una sdraio per ore a guardare il mare mi ha fatto riflettere, ma la maggior parte di queste riflessioni sono dovute a "spunti" dall’esterno. Quello che voglio dire è che ogni qualvolta che parliamo con qualcuno, per quanto questa persona possa avere punti di vista completamente diversi dal nostro, è bene che noi riflettiamo su quello che ci dicono, e non è detto che, se riusciamo a mettere da parte un po’ del nostro "quello che dico io è giusto", possiamo cambiare idea su alcune cose, se non completamente almeno in parte.
 
Da marzo ad oggi ho conosciuto molte persone nuove, e durante questa vacanza all’insegna del "non far niente tutto il giorno" ho ripensato a tutto ciò che queste persone mi hanno detto in merito a varie argomentazioni.
 
E questo mi ha fatto addirittura cambiare punto di vista su alcune cose, ma il punto è che non l’avrei mai detto, e soprattutto su cose importanti.
Credo di essere tornata un po’ cambiata, e credo di essere tornata cambiata in meglio.
 
Cmq tra le varie cose mi è capitata una vicina di ombrellone che inizialmente mi ha fatto girare anche le palle!!!!
 
Dovete sapere che mentre prendo il sole, come mentre faccio qualsiasi altra cosa, per far si che il tempo passi e che io non mi annoi, sono abituata a canticchiare, tutto il tempo.
Così questa mia vicina d’ombrellone ad un certo punto mi fa:
 
Cosa vuoi fare da grande: la cantante?
Ed io: SI!!!!
ahhhhhhhhhhhhhhhh mbhè
Sapete quegli sguardi che ti fanno, come per dire: si si, certo.
Al che le faccio:
Del resto è il motivo per cui studio canto a Roma!!!!!1
E da lì tutto un discorso.
Mi dispiace vedere quanta ignoranza ci sia tra la gente. Voglio dire se parli della musica, è intesa sempre in modo sbagliato!!! Tutti pensano che uno voglia diventare famoso.
Cmq mettiti là a spiegare che lo vuoi fare per mestiere seppur rimanendo nell’anonimato etc etc etc.
 
Poi la tipica frase: Eh ma ci vogliono i soldi per fare questo!!!!
E cosa potevo rispondere?
COME PER QUALSIASI UNIVERSITA’!!!!!
Da lì silenzio assoluto ahahhahahahaahahh, quanto ho goduto.
 
Cmq quello che ho ricevuto da questa ennesima chiacchierata mirata inizialmente a distruggere ciò in cui credo, è stata un’ulteriore spinta a mettercela tutta.
I primi tempi in cui mi capitavano ste persone sotto mano, io mi abbattevo, ora invece mi invogliano ancora di più.
E poi durante i giorni successivi questa signora ha continuato a chiedermi della mia scuola, cosa facevamo, etc etc etc, ed io le ho spiegato molte cose, e sapete qual’è stata la mia impressione? Che avesse cambiato idea, almeno in parte!!!!! Cioè, il suo modo di discorrere con me di questo argomento era cambiato, aveva preso un tono diverso, perchè man mano che le raccontavo come funzionava e quanto di falso ci venga dato dai media in merito, lei colmava, credo, la sua "ignoranza" sull’argomento (ignoranza: non sapere, non conoscere – ci tengo a dirlo perchè a volte le persone si offendono quando si parla di ignoranza: NON LO INTENDO IN MODO DISPREGIATIVO!!!!!!!!!).
 
Insomma, si ritorna dunque al punto di cui parlavo prima, è bene che si ascolti le persone quando parlano, anche se non condividiamo nulla di quello che dicono, perchè il nostro cervello continua sempre a lavorare, anche quando non lo sappiamo, anche quando pensiamo a tutt’altro il nostro cervello compie dei percorsi, che poi ci portano a diventare un certo tipo di persona. Nessuno è stupido, più che altro, la gente si tappa le orecchie, è questo il vero problema. Se invece si ascolta, qualcosa può cambiare.
 
Ciauuuuuuuxxxxx
 
Lisa
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Sto proprio nera!!!!

Cioè ragazzi oggi si che sto incazzatissima, era proprio tanto che non mi innervosivo fino a sto punto, e le cose che mi hanno resa così nervosa sono fondamentalmente due:
 
La mancanza di professionalità nel proprio lavoro di certe persone
Lo strano modo di cormportarsi di altre
 
Cioè se io faccio un lavoro, due sono i casi:
o me lo sono scelta quel lavoro
oppure putroppo quello c’è e mi devo abituare all’idea che quello sarà sempre il mio lavoro
 
Come è possibile che non si aspiri a compiere bene il proprio lavoro, ditemi come è possibile? Cioè se me lo sono scelta il lavoro allora porca eva aspiro a farlo sempre meglio, voglio che le persone che ne usufruiscono siano contente, e che tornino, ma non per soldi, per la soddisfazione di essere in grado di farlo bene il mio lavoro cazzo!!! E se pure non me lo sono scelto, dal momento che so che purtroppo quello dovrà essere il mio lavoro, allora intelligentemente che faccio? Cerco di farlo sempre meglio!!!!! Anche per andare avanti "e fare carriera".
 
Vabhè, lasciamo perdere va.
 
L’altro punto è che proprio non capisco certi attegiamenti di alcune persone: si passa da un estremo all’altro, prima sembra che ci tengano tantissimo, per via di certe cose che dicono, o certe cose che fanno, poi il giorno dopo sembra che gliene freghi un cazzo di niente!!!!
 
E scusate, così non so proprio come comportarmi!!! E certo, perchè se so che a una persona gliene importa, è sicuro che farò di tutto per non fargli del male!!!! E se so che non gliene importa niente allora mi levo dalle palle!!! Però, se proprio non si vuole dirlo apertamente: GUARDA, A TE CI TENGO – oppure – GUARDA DI TE NON MI IMPORTA NIENTE!!!! – allora, per lo meno, cazzo non avere attegiamenti contraddittori. Comportati in modo che io capisca il tuo modo di relazionarti a me!!!!
Perchè ad un certo punto poi mi preoccupo anche di come possano essere viste le mie di azioni. E si ritorna sempre allo stesso punto: se non ti importa e io cerco di avvicinarmi allora è possibile che ti dia fastidio, allora ci penso e dico vabhè forse e meglio stare alla larga, però poi ripenso a delle cose che invece facevano pensare tutto il contrario e cioè che qualcosina ti importa e penso: e magari se non mi avvicino si può pensare che sia io quella a cui non frega niente!!!!!
 
Ok, che cazzo devo fare??????????????????????????????????????????????????
 
Io non lo so più, e fra un po’ sta rabbia ridiverrà tristezza, dovuta al fatto che non posso migliorare questa condizione.
 
Vabhè ciao.
Lisa
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CANTARE: non un semplice hobby

Oggi ripensavo alla scelta che ho fatto, la scelta di studiare fuori, e non si tratta dell’università. Questa è stata una scelta che ho preso dopo averci pensato davvero una vita, e non è solo un modo di dire.
Studiare musica, ma studiare musica seriamente, per farne il mio lavoro.
 
Sin da piccina, a 12 anni, iniziai a studiare chitarra classica prima ed elettrica dopo, più tardì aggiunsi allo studio della chitarra quello del pianoforte. Studiavo musica classica.
Ricordo che a 14 anni feci il mio primo concerto in veste di chitarrista eheheh. All’epoca ero una super patitissima dei Guns N’ Roses, ed in particolar modo di Slash che adoravo come un dio. Oh si lo so che tecnicamente non è niente di che, ma, vogliamo parlare di feeling? Cmq, avevo messo su una cover band dei Guns e facemmo questo concerto che andò benissimo. Da allora penso di aver sempre saputo che il mio posto era su un palco, non importava a suonare quale strumento, quello l’avrei capito solo dopo. Continuai per anni a suonare, cambiando diversi gruppi prima come chitarrista, e poi come tastierista. Le ultime esibizioni da tastierista risalgono a tipo 7 anni fa, ero entrata in un gruppo affiatatissimo ed eravamo arrivati a fare concerti tutti nostri, con persone paganti, oh, era bellissimo. Ma per vari motivi il gruppo si sciolse. Rimanemmo io e il chitarrista (il mio attuale ragazzo) e, in verità io avevo sempre avuto un sogno nel cassetto, ma l’avevo chiuso a chiave, e cioè quello di cantare ehheehhe. Un giorno il mio insegnante di chitarra mi disse: Tu dovresti fare la cantante, hai un sacco di carisma. Ehhehe lì per lì non ci feci caso (questo può essere accaduto tipo 10 anni fa) però oggi ci ripenso e credo che avesse ragione.
 
Credo che io mio strumento ideale sia la voce per diversi motivi, uno su tutti è che ho confrontato il mio stato d’animo prima di salire su un palco come chitarrista, come tastierista e come vocalist.
Bhè se devo salire su un palco per cantare non mi tremano le gambe, nè ho paura, quello che sento è un’irresistibile voglia di salirci sul palco ed iniziare a cantare, come vada vada.
Per gli altri strumenti invece; ricordo che mi sudavano le mani, ricordo ancora le mie mani tremanti sulla mia tastiera, oh, la paura di sbagliare…
Quando devo cantare invece questo non accade, ma non perchè mi sento brava come si potrebbe pensare, al contrario, mi sento una pippa tremenda, ma semplicemente perchè per me, cantare è una necessità, è un modo per esprimere il mio vero io, quello che non riesco a fare nella vita di tutti i giorni.
Sul palco vi capiterà di vedere tutt’altra persona, un’altra Lisa, la vera Lisa.
 
E dunque dopo lo scioglimento del gruppo in cui suonavo come tastierista io e il mio ragazzo decidemmo di mettere su un gruppo nuovo, e visto che a me piaceva cantare avrei potuto mettermi io alla voce.
Intanto finivo le scuole superiori (eh si, lo so, ho perso tre anni a scuola, oh a me piaceva studiare, e anche molto, il problema è che a scuola non ci andavo praticamente mai, e indovinate perchè? ehhehehe bhè perchè andavo a suonare con gli amici – Oh bhè il primo anno che mi hanno bocciata in realtà l’hanno fatto perchè ho combinato un po’ di casini, tra cui mandare a quel paese i professori, picchiarmi con i compagni  – il volo di sedie e libri di italiano in classe era ormai routine – e soprattutto perchè in gita scolastica a roma mi persi col mio ragazzo che era appunto di roma, ed essendo una ribelle all’epoca, non me ne fregai assolutamente nulla che la mia classe mi stesse cercano e cose del genere, andai in giro per negozi di dischi con lui e tornai a notte fonda in albergo hiihihhihi, immaginate un po’ la faccia dei professori al mio ritorno hahahahaha). E questo, insieme ad altre cose, mi fece avere un bel 7 in condotta. Bocciata!!!! Alèèèè!!!!!
 
Fatto sta che appena messo su questo gruppo iniziai a prendere lezioni di canto, finii la scuola (con calma ehehhe) e poi iniziai a pensare alla mia vita.
Ci vollero due anni per prendere questa decisione, lo so che può sembrare una cazzata, ma decidere di fare il musicista di professione è una scelta che va ponderata bene, noi musicisti non abbiamo nessuna certezza, il nostro lavoro ce lo dobbiamo costruire, non esci dalla scuola e ti prendono a lavorare. E questo devi saperlo, soprattutto se non sei ricchissimo (come ce ne sono tanti nella mia scuola) e decidono di studiare musica così, tanto per, e magari un giorno cambiare idea.
E’ altrettanto vero che se sai come sfruttare la tua cultura musicale puoi fare molti soldi, tanto quanto è vero che venire pagati per due ore di musica (e quindi, tra alti e bassi, per due ore di piacere) non è da tutti.
E si perchè se vuoi fare il musicista suonare è sempre un piacere, non è mai un peso, una fatica, e soprattutto ad un musicista piace suonare qualsiasi cosa, qualsiasi genere. Per lo meno è quello che credo, perchè, nonostante, credo si sia notato, io sono una metallara che più metallare non ce ne sono, traggo piacere nel cantare qualsiasi cosa, dal jazz al metal, alla musica leggera, a quella partenopea nonchè quella lirica.
 
Del resto penso che un musicista che si pone limiti nell’ascolto quanto nell’esecuzione non è un vero musicista e non potrà mai farlo per mestiere (apparte le botte di culo e bla bla bla).
 
Ma spesso quando mi chiedono cosa studio, ed io rispondo che studio canto, la gente pensa subito che lo scopo di chi studia canto sia diventare famosi… Ehhhhhh e poi dicono che la televisione non fa male, questa è tutta opera di amici di maria de filippi che inculca alla gente un pensiero sbagliato dell’arte (non solo del canto, ma anche della recitazione, del ballo).
 
No ragazzi, non si impara in pochi mesi, credetemi, ci voglino decine e decine di anni, tutti i miei insegnanti che sono davvero decine di anni che studiano, ancora continuano a studiare.
 
Cmq dicevo, si pensa subito che lo scopo sia quello di diventre famosi. SBAGLIATO!!!!! Lo scopo, o per lo meno, il mio scopo, è quello di LAVORARE con ciò che più amo, e cioè la musica, anche se nell’anonimato, basta che la mattina la cosa che devo fare è cantare, o suonare, o leggere spartiti.
La fama? Bhè si, sarei ipocrita a dire che non mi interessa, ma mi interessa per il mio gruppo, il mio gruppo heavy metal, e lì è tutto un altro discorso. Suono heavy metal anche solo per il piacere di farlo, non mi importa se faccio una serata e non mi pagano, perchè è la cosa che mi emoziona di più.
 
Insomma ho passato due anni a pensare se fare o no questa scelta, e mi sono detta, ok, Lisa se tu facessi l’università rischieresti di rimanerci più del necessario e per fare cosa? Per avere un lavoro, un lavoro come un altro.
La verità è che io mi annoio subito di tutto, non posso fare una cosa per troppo tempo, perchè poi quella cosa mi annoia. E qualsiasi lavoro è così, è routine. Ho tanti hobby, mi interesso di grafica, di siti internet, ma se devo pensare a stare tutto il giorno a progettare siti, hey, non ci sto proprio.
 
Ecco il lavoro del musicista è anche questo, è correre di qui  e di lì, spostarsi da una città ad un’altra per una serata, e, soprattutto i primi tempi, magari per serate pagate pochissimo, però ti devi fare la gavetta, allora prendi e parti, arrivi uccisa un’ora prima di iniziare, canti quel che devi cantare, di danno una miseria, e riprti per tornare a casa. Il lavoro del musicista difficilmente è monotono.
 
Anche la scuola in se, è un continuo alternarsi di belle situazioni, ci sono le ore di teoria ed armonia, in cui devi imparare teoricamente la musica nei suoi più piccoli particolari, poi devi correre perchè hai le ore di coro gospel, torni a casa e devi provarti i pezzi. E, se non hai capito qualcosa di armonia allora ti piazzi davanti al pianoforte e applichi finchè non le capisci, e quindi passi la giornata a suonare, e capita di ritrovarsi alle 10 di sera ancora a scuola a suonare con qualche laboratorio o perchè magari tra di noi organizziamo gruppi in base ai generi che ci piacciono e visto che si possono fittare aule gratuitamente si corre a scuola a suonare. E quando studi con i compagni? ehheeh Che ve lo dico a fare, finisce sempre che si suona per ore, e intanto impari, ma intanto ti diverti. E hai sempre una serata di musica dal vivo da andare a vedere.
 
Insomma il lavoro del musicista non è mai monotono, il che per me può essere un pregio, però molti non ce la fanno.
 
E poi devi sapere che non avrai una dimora, il musicista non ha dimora se vuole campare di musica, devi saperlo questo.
 
Cmq in quei due anni ho potuto pensare bene a tutto ciò, ho pensato a cosa avrei concluso all’università e cosa in una scuola di musica, perchè se penso a cosa potrei fare mi vengono in mente mille cose, un musicista ha tante strade, e le può seguire tutte contemporaneamente, può fare il turnista, e questo non esclude che possa insegnare (oh certo, non nelle scuole medie, ma nessun musicista che sceglie una scuola come la mia intende insegnare nelle scuole medie), ciò non esclude che apparte il turnista può fare serate proprie, creare più situazioni musicali e ci sarebbero tante altre cose.
 
Così ho preso questa decisione, ed è la cosa in cui più credo. Ho fatto le valige e sono partita, un sacco di sacrifici, i soldi che non ti bastano mai, perchè hai da pagare le bollette, l’affitto, le rate della scuola, e se vuoi vederti un master purtroppo sei costretta a pagare, e anche quello contribuisce a farti crescere musicalmente.
Tanti, tanti sacrifici, stare lontano dalle persone che più amo, e a volte, senti quella solitudine, quello schifo di solitudine, perchè non ti senti circondata da persone che ti vogliono veramente bene, e ti senti così maledettamente solo.
Ma questo è il prezzo da pagare ragazzi…
 
E il prezzo da pagare è anche quando i parenti e i vari conoscenti  (e non intendo i miei genitori e i miei nonni, perchè loro mi appoggiano completamente in questa mia cosa, i miei nonni prima non la capivano più che altro, ma i miei genitori gli hanno spiegato come stanno le cose, e i miei nonni ora sono pure contenti di questa scelta) ogni volta che ti vedono ti sputano in faccia frasi come:
 
—- Insomma che stai facendo? Che si fa nella tua scuola, si studia?
—- Ma a che ti serve?
—- Perchè non ti trovi un lavoro SERIO?
—- Perchè non vai all’università invece di perder tempo a cantare?
—- Eh no, perchè sai, mio figlio sta studiando all’università…
—- Eh no, perchè sai, mio figlio studia d’avvocato (avesse detto da ingeniere)
—- Eh INVECE MIA FIGLIA studia lettere
 
Ok non mi frega un cazzo!!! Ognuno fa le sue scelte no?
Ora è tutto quello che ho per crearmi la mia strada, la mia vita.
 
Lisa
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GRAZIE DI ESISTERE

Grazie di esistere
dolce suono
così medievale
così epico.
Grazie di esistere
infinito sogno
così lontano
ma così vicino.
Grazie di esistere
nostalgica melodia
così potente e così gloriosa.
GRAZIE
unica mia amica
per la tua infinita compagnia.
Grazie per le tue parole
che mi danno coraggio
nei momenti difficili
Grazie di esistere
tu che mantieni intatti i ricordi.
Grazie per il tuo infinito amore
MUSICA.
 
 
(Lisa – 09/09/1997)
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